ITINERARIO 2013

IL CAMMINO DEI 2 MARI

DA RIMINI A ROMA

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ATTENZIONE!

LA SECONDA PARTE DEL CAMMINO E’ SOSPESA.

A causa di un improvviso problema personale delle Guide in Cammino l’edizione 2013 si ferma a La Verna.

Ci scusiamo con tutti dell’inconveniente e rigraziamo Carlo e Alessandro che ci hanno comunque regalato una nuova storia In Cammino.

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QUINTO GIORNO 22 settembre 2013

Siamo partiti per il nostro quinto ed ultimo giorno in direzione del Santuario di La Verna e, dopo un’abbondante colazione tutta a base di prodotti fatti in casa, stringiamo bene i lacci delle scarpe e cominciamo una lunga discesa.

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L’atmosfera intorno a noi si modifica nei paesaggi e diventa quasi mistica, iniziano ovunque a vedersi tracce di un’antico passato e il nostro sentiero è evidentemente una importante e dimenticata via di collegamento tutta pavimentata in pietra locale e costellata di numerose “cellette”, piccole cappelle votive su piedistallo in pietra.

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Circa 6 km di discesa e tocchiamo il fondo a 650 m.slm., adesso è il momento della salita fino a circa 1300m.slm. che sembra cominciare dolcemente ma poi si trasforma in arrampicata a cavallo su una piccola cresta inghiottita da un bosco in continuo mutamento.

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Lo spettacolo della natura sembra annunciare la nostra ultima tappa, le gambe, i piedi, le ginocchia e lo zaino non ci sono più, gli ultimi chilometri volano ad una media altissima. Altipiani si alternano a boschi e si cominciano a vedere i primi escursionisti “della domenica”, il Santuario è vicino, sul percorso incrociamo anche un Frate Francescano che ci dà ancora mezz’ora di cammino. A poche centinaia di metri dall’arrivo il gruppo, che fino a quel momento, in cinque giorni, si è sgranato solo per bisogni fisiologici, adesso si disperde come per distinguere le diverse motivazioni che ci hanno spinto a fare questo stupendo cammino.

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Il Santuario è vicinissimo ma dalla nostra prospettiva non si vede nient’altro che una collina tra le montagne che sembra splendere come il sole. Ci giriamo a spirale attorno e improvvisamente incrociamo una larga strada asfaltata e trafficata che porta al Santuario. Prima di entrare nel complesso troviamo i nostri angeli custodi, le donne che ci hanno fatto ingrassare con i loro manicaretti a cena ieri sera, sono Ornella (la moglie di Carlo), Piera e Eliana. Oggi saranno i nostri driver che ci riaccompagneranno in auto al punto di partenza.

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Il Santuario è pieno di visitatori silenziosi che girano per il complesso in visita e preghiera a quei luoghi che hanno visto la presenza di San Francesco. Qui la natura sembra aver dato una mano al Santo ed ha modellato questa collina fino a renderla diversa da tutte le altre che abbiamo attraversato. Grotte, enormi alberi, la grande e complessa struttura in pietra che forma il santuario, la particolare forma rocciosa del monte, il Sacro Sasso, una sorta di grande “dente” che fuoriesce da meravigliosi boschi dell’Appennino. E’ tutto avvolto in una atmosfera mistica difficile da descrivere ma e sicuramente questo il luogo in cui ognuno di noi vorrebbe trovarsi per cercare delle risposte.

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QUARTO GIORNO 21 settembre 2013

Che fortuna, anche oggi il sole é stato splendente e ci ha allietato il cammino, le poche nuvole presenti in cielo e le temperature, che mano a mano che saliamo di quota diminuiscono di quel piacevole pochino, sono perfette per non fare un bagno di sudore insieme allo zaino.

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Il primo obiettivo della giornata è stato il monte Fumaiolo, 1407 m.slm, dove abbiamo visitato le sorgenti del fiume Tevere. Un’ascesa che, come al solito, ci ha regalato panorami e ristori ……

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…. ma non tutti indicati a saziare la nostra fame

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Dopo aver completato la salita su stradine bianche dimenticate, ecco che iniziano i sentieri di montagna e, superati i 1000 m.slm, sono immersi in maestosi boschi di faggio e conifere.

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Il pranzo di oggi lo consumiamo vicino una fresca fontana alimentata da sorgente in un altipiano fra le montagna a quota 1100 m. slm.

Ripreso il cammino abbiamo lasciato le strade bianche per entrare nell’ombra dei boschi e percorrere ripidi sentieri in salita, qui il nostro segugio Marco ha ceduto al richiamo dei funghi che non riuscivano a sottrarsi alla sua ricerca apparentemente distratta.

Rifugio Biancaneve ci ha annunciato l’arrivo sul Monte Fumaiolo e indicato il sentiero per visitare le “Sorgenti del Tevere”.

Mancano poche decine di metri per raggiungere la cima ufficiale del Monte Fumaiolo ma la stanchezza e la poca allettante idea di incontrarci antenne affacciate sui panorami, decidiamo di riprendere il cammino, questa volta in discesa, e raggiungere il rifugio per la notte, il misterioso rifugio della guida Carlo Lisi che gentilmente ha messo a disposizione di guideincammino2013 per mangiare e dormire.

In discesa le gambe si muovono con la sola forza di gravità e il nostro obiettivo per la notte appare e scompare in lontananza confondendosi e confondendoci con vecchie stalle diroccate, casolari abbandonati e dependance mimetizzate. Eravamo quasi giunti a destinazione che una variante di 50 mt ci fa conoscere “Taison” (nome coniato per l’occasione), un enorme e tozzo faggio secolare che ci sovrasta dall’alto.

Un’ultima curva e siamo arrivati al “Rifugio Madioce”, da grande sarà strepitoso, oggi è un cantiere con annesso un’antico ed accogliente casale dove abbiamo mangiato divinamente l’impossibile davanti un cammino acceso.

A domani

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TERZO GIORNO 20 settembre 2013

Rilievi dalle forme più curiose: il vescovo morto con il suo rubino luminoso,

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lo scimpanzé solitario,

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Le cime con i castelli dalle mille leggende,

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questi sono i territori da noi attraversati camminando.
Piante, fiori, frutti, rocce, colori, odori. Tutto circonda il nostro cammino verso le mete prefissate.
Oggi è stata la giornata dei sapori. Frutti saporiti lungo le strade, si offrono generosi ai nostri occhi e le nostre mani catturano fichi, pigne d’uva, noci, mele, more.

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La natura è la nostra cambusa.
La mancanza di aree di ristoro lungo strada non ci ha creato troppi problemi. I frutti trovati, assieme alle riserve nei nostri zaini, ci hanno consentito un lauto rifocillamento. Tutto questo sul percorso da Pennabilli a Casteldelci lungo un tratto del Marecchia ormai ridotto ad un rivolo di fine estate

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E mentre camminiamo in direzione Casteldelci fa bella mostra di sé il Monte Fumaiolo, nostra prossima meta.
A domani

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